Techophilaea Cyanocrocus Leyb.
Il
più BEL blu DELLA NATURA
Famiglia: Tecophilaeaceae
Provenienza: orticola, perché praticamente estinta nella zona d'origine in Cile
Questa sconosciuta
bulbosa è normalmente chiamata ‘Chilean Blue Crocus’ o
‘Azilillo’, per il colore blu intenso, una tonalità rarissima e forse
unica.
In natura è ormai
estinta, distrutta dai troppi e voraci animali
dei pascoli intensivi, dai
collezionisti, dai raccoglitori e
dai ristagni d’acqua nelle
pianure in cui cresceva.
Sopravvive solo in
coltivazione, non è facile da trovare presso i vivaisti ed è piuttosto
costosa.
La Tecophilaea
non è una pianta difficile
da crescere, non richiede una serra o accorgimenti particolari, poiché la sua
rusticità è ottima e sopporta bene gli inverni della pianura padana.
Fiorisce alla fine
dell’inverno, quando le giornate accennano a diventare più tiepide.
Si può mescolare ai Crocus per arricchire il prato del suo spettacolare
colore e per creare gradevoli contrasti cromatici: giallo con blu, blu con rosa
o con bianco, ecc..
Si presta anche alla coltivazione in vaso, in piccoli gruppi, associando tra di loro le diverse varietà che hanno sfumature di colore
diverse.
Tecophilaea cyanocrocus
Caratteristiche
botaniche
La Tecophilaea
cyanocrocus è stata descritta in dettaglio da Friedrich Leybold nel 1862. È di
difficile attribuzione sistematica. Secondo i vari autori è stata ascritta di
volta in volta alle Amaryllidacee, alle Haemodoracee o alle Tecophilaeaceae.
È questa sicuramente la attribuzione più corretta e ormai accettata. La
famiglia comprende anche i generi Conanthera e Zephyra.
Vi sono tre varietà
di Tecophilaea: la specie tipica - T. cyanocrocus, la T. cyanocrocus var. leichtlinii
(vedi
foto),
la T. cyanocrocus var. violacea.
La prima ha una
colorazione intensa ed uniforme di blu elettrico, cobalto puro. La seconda,
altrettanto blu, sfuma gradevolmente al bianco verso il centro del fiore. La
terza è di colore decisamente blu-viola.
È una piccola
bulbosa, dotata di cormi, con
foglie lineari, acuminate e canicolate di circa 10-15 cm di lunghezza.
Il fiore è lungo circa 3-4 cm ed
è composto da sei tepali provenienti da un calice allungato. Ogni esemplare può
portare fino a tre scapi fiorali. Il frutto è una capsula contenente semi neri.
Tecophilaea cyanocrocus var. violacea
La
coltivazione
Ama un terriccio da
giardino, fertile, leggermente acido, ben drenato. Gradisce la presenza di
sabbia grossolana e sassolini. La collocazione ideale è in posizione soleggiata
e riparata.
D’estate va a riposo
e in questa stagione si devono sospendere le annaffiature. La fioritura è più
abbondante se stimolata da trattamenti con fertilizzanti contenenti fosforo,
potassio e magnesio da effettuarsi a partire dall’autunno avanzato.
La riproduzione da
seme è facile e rapida. È possibile, ma lenta,
anche attraverso i bulbilli che si formano attorno alla base. In tutti i
casi occorrono tre o quattro anni per ottenere la fioritura.
Si presta a comporre
vasi di straordinaria bellezza quando avviene la fioritura, ma anche in piena
terra, se messa a gruppi e con un buon numero di esemplari crea chiazze di blu
così intenso da non sembrare vero.
La scheda è stata preparata per il sito dal Dott. Maurizio Vecchia, esperto di piante inconsuete e rare ed in particolare di passiflore ( mauve@passiflora.it , www.passiflora.it).
Il testo è stato già pubblicato in precedenza dalla rivista "Giardini" n° 195, Febbraio 2004. Anche le fotografie sono dell'autore.
Aggiunta: In Cile vive ancora un'altra specie, Tecophilaea violiflora, presente in forme - con fiori viola e con fiori bianchi, con vari numeri di fiori in infiorescenze (vedi).
vedi altre immagini
vedi anche
vedi in CAT-IV
Il nome della pianta, Tecophilaea Bertero (ex Brotero) ex Colla,
ricorda Tecophila Billotti, la figlia dell'uomo politico, avvocato e botanico italiano Luigi Colla (1766-1848), il quale pubblicò importanti lavori sulle piante raccolte in Cile dal medico e botanico piemontese Carlo Giuseppe Bertero (1789-1831).
Tecophila Colla-Billotti fu una pittrice botanica che ritrasse fiori e piante presenti nel famoso giardino di suo padre. I suoi lavori furono pubblicati come litografie illustrative di numerosi volumi, tra cui Plantes Plus Rares Fleuries dans le Jardin de Monsieur l'Avocat Colla Peintes d'Aprés Nature (1819) e Hortus Ripulensis del 1824. Il nome Tecophilaea fu dato al genere da Félix de Avelar Brotero (1744-1828), professore di botanica ed agraria all'Univeristà di Coimbra, Portogallo, per onorare Luigi Colla tramite il nome della sua adorata figlia.
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