N A R C I S I  

 

                                                                                                             catalogo dei narcisi

                                                                                                                                                                                 AUDUBON  3 W-WWP

 

Informazioni dettagliate sulla classificazione e la coltivazione dei narcisi ne IL SENTIERO VERDE DEI BULBI

Tutti i  narcisi  fanno parte del genere Narcissus della famiglia delle Amaryllidaceae. Volgarmente vengono anche usati nomi come “tromboni” o “giunchiglie”, ma vedremo che tali denominazioni possono essere correttamente usate solo per alcuni tipi di questi fiori.                                                                                                    

I narcisi sono originari dell’area mediterranea, ma le varie specie e forme si sono diffuse progressivamente fino in Francia settentrionale ed in Gran Bretagna, nelle Prealpi, nei Balcani e fino in Medio Oriente. Esiste anche una specie cinese, ma si ritiene che derivi da narcisi che sono stati portati nell'Estremo Oriente dai Portoghesi molti secoli fa. Esistono più di 60 tra specie, sottospecie e forme spontanee, nonché un centinaio di varietà e ibridi naturali  di narcisi, ma è soprattutto il numero di ibridi orticoli a sorprendere: sono stati registrati oltre 35000!

Per permettere una classificazione del grande numero di ibridi, di cui qualche migliaio è in coltivazione nel Mondo, la Royal Horticultural Society di Londra ha riunito in 12 divisioni i narcisi, frutto di incroci praticati dall’uomo, secondo la forma del fiore. Invece la tredicesima divisione è tutta dedicata alle specie naturali.

 

Divisione  1:  Fiori macrocoronati solitari con la corona a tromba od imbutiforme, lunga almeno quanto i tepali se non di più  (tromboni).

 

Divisione  2: Fiori mediocoronati solitari con la corona lunga più di un terzo dei tepali, ma più corta dei tepali interi.

 

Divisione  3: Fiori parvocoronati solitari con la corona lunga non più di un terzo dei tepali. 

 

 Divisione  4: Fiori pieni (doppi), con corona talvolta mancante, talvolta quasi completamente nascosta tra i lobi moltiplicati in numero.                       

 

Divisione  5: Fiori simili al N. triandrus, per lo più con più fiori penduli per scapo e frequentemente con tepali retroflessi.   

 

 

Divisione  6: Fiori simili al N. cyclamineus, frequentemente con fiori solitari penduli e con corone lunghe ed imbutiformi, ma anche soloa scodella,tepali retroflessi e frequentemente ricurvi.

 

  

 Divisione  7: Fiori con caratteristiche che richiamano N. joquilla, con uno o più fiori per scapo, generalmente profumati (giunchiglie).                       .

  

Divisione  8: Fiori con caratteristiche che richiamano N. tazetta, con più fiori  per scapo, la corona a forma di scodella o tazza, frequentemente fortemente profumati. La divisione comprende due gruppi (tazzette): le vere tazzette a fioritura precoce ed i narcisi “poetaz”, frutto di incroci tra tazzette e poeti, a fioritura tardiva.                 

 

Divisione  9: Fiori con le caratteristiche del così detto vero narciso, N. poeticus.Normalmente un fiore per scapo, piccola corona a disco con frequente colorazione verde dell’”occhio”.                    

 

Divisone 10:  Fiori simili al N. bulbocodium, caratterizzato da tepali atrofizzati ed un corona prominente a largo imbuto.

 

Divisione 11: Fiori con la corona divisa almeno per un terzo in lobi generalmente adagiati sui tepali. La divisione comprende due sottodivision:

            a)   semplici “split-corone”  e   b)    “spit-corone papillon” con la corona sfrangiata.

 

  Divisione 12: Tutti gli ibridi orticoli di narcisi non classificabili secondo i criteri di assegnazione alle divisioni  precedenti.

 

  Divisione 13: Tutte le specie, sottospecie, varietà e forme naturali dei narcisi, a cui è stato attribuito esclusivamente un  nome scientifico (vedi).

  

Nei cataloghi specialistici e nei trattati di giardinaggio ogni narciso viene descritto con un codice dopo il nome (scientifico oppure di fantasia). Il codice è costituito dal numero della divisione e da lettere maiuscole per indicare i colori dei tepali del perigonio e, dopo il trattino, della corona ( per esempio  N. jonquilla jonquilla  13 Y-Y  oppure N. ACCENT  2 W-P ). Le lettere maiuscole sono abbreviazioni dei colori in lingua inglese: W=bianco, Y=giallo, O=arancione, R=rosso, P=rosa. Frequentemente nei testi viene omessa l’abbreviazione N. (di Narcissus) prima del nome di fantasia. Il codice è usato anche nel catalogo dei narcisi di FLORIANA BULBOSE (CAT-II).

Per approfondire le conoscenze sui narcisi e per trovare facilmente informazioni dettagliate, è possibile consultare due importanti banche dati: il registro mondiale dei nomi scientifici e di fantasia di tutti i narcisi classificati (vedi) e il sistema di ricerca DAFFSEEK (vedi) della società americana dei narcisi (American Daffodil Society vedi).

                                     

                                            Esposizione di ibridi innovativi di narcisi della R.A.SCAMP QUALITY DAFFODILS alla mostra della RHS 2003                                    

La coltivazione degli  ibridi orticoli di narcisi è generalmente molto semplice, perché gli stessi ibridatori sottopongono le nuove varietà a lunghe prove e vengono dunque registrate solo varietà con caratteristiche desiderabili. Eccezioni possono essere costituite da varietà nuove di particolarissime forme o colorazioni, che sono destinate esclusivamente ai concorsi durante le esposizioni specializzate che si tengono soprattutto nei Paesi anglosassoni. Tali varietà risultano anche molto care, perché ne esistono solo piccole quantità e la loro riproduzione e coltivazione è difficile. Nuove varietà di particolare bellezza, ma dotate anche di buone caratteristiche di prolificità e robustezza sono anch’esse inizialmente molto care (oltre € 250 per bulbo), ma col tempo i prezzi diventano abbordabili, perché in produzione vengono raggiunte grandi quantità.

Per conservare tutte le caratteristiche degli ibridi orticoli invariati durante la loro propagazione, è necessario riprodurli esclusivamente in maniera agamica: con la divisione dei bulbi. Sono stati studiati metodi per accelerare la moltiplicazione, ma queste tecniche (riproduzione da scaglie o con micropropagazione in vitro) non vengono usate su larga scala. Pertanto da un bulbo adulto vengono ottenuti mediamente due nuovi bulbi solo in tre anni. Trattandosi di una  moltiplicazione secondo una linea geometrica, sono necessari molti anni prima che dai pochissimi bulbi di una varietà appena registrata possano essere accumulate tonnellate adatte alla commercializzazione su larga scala.

La coltivazione degli ibridi orticoli può essere effettuata in un qualsiasi terreno da giardino, evitando solo quelli ad alto contenuto di carbonio, dunque quelli torbosi. La concimazione con fertilizzanti poveri in azoto, ma ricchi in fosforo e potassio, deve essere effettuata nel periodo di fioritura e nel periodo immediatamente successivo. Fino alla completa senescenza del fogliame alle piante non deve neppure mancare l’acqua. Infatti, mentre non è generalmente necessario annaffiare le piante in giardino durante l’autunno e l’inverno, in casi di prolungata siccità durante la primavera e prima dell’ingiallimento delle foglie, il terreno dovrà essere bagnato frequentemente. Piante allevate in vaso necessitano di un maggiore apporto di acqua.

I bulbi di narcisi vanno messi a dimora nei mesi autunnali e, se conservati bene in luogo asciutto e al buio, anche fino alla metà di Gennaio, alla profondità uguale al doppio o  triplo dell’altezza dei bulbi. In terreni particolarmente pesanti e in vasi la profondità potrà essere pari a solo due volte l’altezza dei bulbi. In terreni molto leggeri o sabbiosi conviene aumentare la profondità dell’impianto. La distanza tra i bulbi deriva dalle necessità specifiche. Nel caso si desideri avere un pronto effetto di una fioritura densa, è possibile piantare i bulbi in maniera molto fitta, senza che si tocchino a vicenda. I bulbi in tali impianti in vasi o anche in piena terra necessitano di essere dissotterrati al massimo dopo due anni di coltivazione. Un impianto più rado permette di lasciare i bulbi nello stesso posto anche per 4 o 5 anni prima di doverli separare perché i ciuffi saranno diventati troppo densi e le piante non fioriranno più bene.

Per assicurare lo sviluppo equilibrato delle piante di narcisi, sono necessarie almeno alcune ore di sole diretto. Anche sotto alberi o arbusti decidui ben esposti, tale esigenza viene soddisfatta, perché il ciclo del narciso riesce a completarsi prima che le nuove foglie facciano eccessiva ombra. In totale ombra il narciso fiorisce poco e gli steli e le foglie risultano deboli e molto allungati.

Numerose varietà di narcisi possono essere piantate in prati, ma deve essere sempre rispettata l’esigenza fondamentale di tutte le bulbose: il loro ciclo di accrescimento deve completarsi naturalmente, cioè le foglie devono seccare progressivamente per permettere alle piante di accumulare tutte le sostanze di riserva e di trasportarle nell’organo ipogeo. Nel bulbo del narciso si formano le foglie e le gemme floreali della successiva stagione già al momento della maturazione del bulbo stesso. Accorciare il ciclo vegetativo significa privarsi del tutto o parzialmente della fioritura nell’anno successivo ed arrecare comunque un danno alla pianta.

I bulbi destinati alla conservazione o ad un trapianto immediato dovrebbero essere dissotterrati quando, completato il ciclo vegetativo a Giugno o Luglio, il terreno si presenta asciutto. In questo momento è possibile pulirli facilmente da residui di suolo ed eventualmente trattarli con un breve bagno in acqua tiepida con una aggiunta di fungicida. L'essiccamento deve essere effettuato all'ombra ed in un ambiente ben aerato. Dopo alcuni giorni si può procedere alla separazione dei bulbilli dai bulbi grandi. Tale separazione deve essere eseguita in questo periodo e mai in autunno prima dell'impianto. Infatti, la ferita causata dal distacco cicatrizza facilmente in condizioni di bassa umidità, mentre nel terreno costituisce il punto preferito per l'entrata di germi patogeni.

I bulbi sani possono essere reimpiantati subito oppure dopo l'opportuna conservazione nei mesi autunnali. Durante il periodo di riposo estivo i bulbi in terra non devono in nessun caso trovarsi in un posto dove può ristagnare l'acqua. In un terreno ben drenato ed anche in vasi dai quali l'acqua di irrigazione può defluire rapidamente i bulbi possono rimanere sotto altra vegetazione senza subire danni. Se, invece, le condizioni del suolo sono tali da favorire lo sviluppo di muffe, soprattutto di Fusarium, i bulbi subiscono gravi danni e, anche se sopravvivono, generalmente non riescono a produrre fiori nell'anno successivo.  

Le specie di narcisi (Divisione 13) sono frequentemente più difficili da coltivare rispetto agli ibridi orticoli.. Esigono condizioni simili a quelle che trovano nei loro habitat naturali. Generalmente conviene allevare tali narcisi in contenitori. L’eccezione è costituita da sottospecie e forme di N. pseudonarcissus e, nelle condizioni dell’Italia Centro-Meridionale, di N. tazetta e le sue forme. Facile è anche la coltivazione di N. poeticus recurvus, mentre altre sottospecie del narciso dei poeti sono più esigenti per quanto riguarda le condizioni pedoclimatiche.

Narcissus tazetta e le sue forme sono i narcisi meglio noti nel sud della penisola e soprattutto in Sicilia. Volgarmente vengono frequentemente chiamati giunchiglie. Questo però è un nome che dal punto di vista di chi si occupa più approfonditamente del genere Narcissus  sarebbe assolutamente da evitare perché è riservato a narcisi della settima divisione, che assomigliano appunto alla specie N. giunchiglia. Sarebbe dunque meglio chiamare correttamente tutti questi fiori semplicemente narcisi, come fa anche giustamente Antonino Mulè nel suo sito dedicato alla Sicilia, in cui scrive in I DINTORNI DI ENNA ... Pergusa, piccolo centro di villeggiatura a 667 m di altitudine, è situata sulle rive di un lago di forma ovale. La leggenda vuole che Plutone vi abbia rapito Proserpina che raccoglieva narcisi sulla riva, circondata oggi da una strada riservata alle corse automobilistiche. La strada ...  Si tratta degli stessi narcisi profumatissimi presenti anche vicino al mare in Sicilia (vedi), in Calabria o in Basilicata. All'intenso profumo di Narcissus tazetta e le sue forme è probabilmente dovuto il nome dell'intero genere, che deriva dal greco nárkissos ed ha la radice di nárke (topore), nel senso di 'fiore soporifero', in riferimento alle proprietà soporifere del profumo delle tazzette.

Il testo di questa scheda è anche alla base dell'articolo "I narcisi" pubblicato nel 2003 da Il Giardino Fiorito  leggi 

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