GLORIOSA

   

Famiglia:  Colchicaceae (ex Liliaceae)        

Provenienza: Africa tropicale e subtropicale meridionale. Si trova anche nel sud dell'Asia e naturalizzata in Australia, dove viene considerata un'infestante.

Caratteristiche generali.

Si tratta di piante rampicanti a radice tuberosa con fusti sottili che si aggrappano ai sostegni tramite cirri situati all'estremitÓ delle foglie. I fiori sono molto vistosi, solitari e si formano alle ascelle delle foglie. Hanno tepali riflessi di colore giallo, arancio e varie sfumature di rosso.

I tuberi sono generalmente composti da due segmenti a forma di U. La pianta germoglia all'estremitÓ di tali segmenti. I segmenti di tuberi sufficientemente grandi possono essere separati con un taglio netto per dare vita a due piante separate. I tagli devono essere spolverizzati con zolfo o un prodotto sintetico antimuffa e lasciati cicatrizzare prima del nuovo impianto.

Le piante in crescita abbisognano di temperature minime non inferiori ai 12░C. La fioritura avviene d'estate.

Il genere Gloriosa, affine ai generi Littonia e Sandersonia, comprende dieci specie. La specie pi¨ robusta e pi¨ comunemente coltivata Ŕ la Gloriosa superba, nota in molte selezioni, di cui la pi¨ apprezzata Ŕ la 'Rothschildiana'. L'intera pianta Ŕ tossica. La maggiore concentrazione degli alcaloidi pericolosi si trova nei tuberi.

Coltivazione.

I tuberi vanno piantati in vaso durante la primavera in un terriccio fibroso ricco di torba. Tuberi non tagliati vanno interrati obliquamente con la parte superiore, senza gemme, alla profonditÓ di ca. 5 cm. Tuberi tagliati conviene piantare nella stessa maniera lasciando il punto tagliato sporgere leggermente dal suolo. La dimensione del vaso Ŕ dettata dalla lunghezza del tubero: conviene che sotto l'estremitÓ del tubero, dalla quale crescerÓ la pianta, la profonditÓ di terriccio disponibile alle radici sia uguale alla lunghezza del tubero stesso. Il terriccio dovrÓ essere tenuto inizialmente soltanto poco umido. Con l'apparire dei germogli le annaffiature dovranno essere copiose e regolari durante tutto il tempo di vegetazione. 

Le piante di Gloriosa devono godere di molta luce, anche di sole diretto, mantenendo per˛ l'umiditÓ dell'aria sufficientemente alta. In questa maniera si potrÓ prevenire la tendenza all'essiccamento delle estremitÓ vegetative e dei boccioli. In Italia nei climi pi¨ miti Ŕ possibile coltivare le varie selezioni di Gloriosa superba anche all'aperto, ma Ŕ sconsigliabile coltivarle in piena terra. Alla fine della fioritura l'umiditÓ del terriccio dovrÓ calare  progressivamente. Il modo migliore per la conservazione dei tuberi a termine del ciclo vegetativo Ŕ quello di mantenerli negli stessi vasi ad una temperatura non inferiore ai 10░C, senza annaffiare fino alla primavera successiva. La moltiplicazione potrÓ essere effettuata tagliando tuberi  grandi, come descritto sopra. I tuberi estratti dal terriccio vanno conservati in un substrato inerte (segatura, torba neutra, vermiculite).

Utilizzazione.

Come piante solitarie anche in appartamento o in patii sufficientemente luminosi. I fiori sono longevi anche recisi ed apprezzati dai fioristi per composizioni, alle quali  contribuiscono con il loro aspetto esotico.

Parassiti e malattie.

Le piante di Gloriosa vengono attaccate da limacce, pi¨ raramente da Lilioceris lilii e da afidi. I tuberi mal conservati diventano preda di funghi microscopici.                   

               Gloriosa ne "Il Sentiero Verde dei Bulbi"                                                                                                foto Gloriosa

leggi anche l'articolo del Dott. Alberto Grossi "Il Giglio rampicante indiano" , Il Giardino Fiorito n░7, anno 69, settembre 2003.  

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