PANCRATIUM

Famiglia:  Amaryllidaceae

 

Provenienza: bacino del Mediterraneo, Africa subsahariana, Asia.

    

Caratteristiche generali.

Piante bulbose, alcune decidue altre sempreverdi, con infiorescenze ad ombrella. I fiori, bianchi  o verdastri, imbutiformi con nettario tubuloso verde e con gli stami riuniti in una paracorolla, sono profumatissimi. I semi neri e lucidi sono riuniti in capsule loculicide.

Il bulbo, di discreta dimensione, avolto da una tunica cartacea marroncina o brunastra, è di facile conservazione. In natura si trova generalmente a grande profondità nelle dune sabbiose, anche molto vicino alla sponda del mare.

La specie più conosciuta in Italia è Pancratium maritimum, diffusa lungo i litorali delle isole e sul versante tirrenico e ionico della penisola. Fiorisce in piena estate ed all'inizio dell'autunno.

Originario dell'Europa Meridionale è anche Pancratium illiricum, con fioritura a giugno; in Italia presente soprattutto in Sardegna.

Questi  pancrazi vengono spesso chiamati giglio di mare o narciso marino.

Dalle Isole Canarie è originario il Pancratium canariense, con fioritura a settembre, mentre dal tropicale Sri Lanka provengono Pancratium verecundum e P. zeylanicum, con fioritura a giugno.

 

Coltivazione.

In zone temperate dell'Italia insulare e centro-meridionale, i pancrazi di origine mediterranea possono essere coltivati senza particolari protezioni. Il bulbo va piantato in autunno o all'inizio della primavera in suolo leggero, sabbioso, ad una profondità pari ca. a tre volte la sua altezza. L'apporto di acqua deve essere limitato al periodo di vegetazione. Durante l'inverno il suolo non dovrebbe essere eccessivamente umido. La concimazione con fertilizzante complesso è necessaria solo in maniera molto limitata poco prima o durante la fioritura. I bulbi dovrebbero essere lasciati indisturbati per tre o quattro anni e solo quando si verifica un sovraffolamento, causato dalla formazione di bulbilli laterali, si dovrebbe procedere allo sfoltimento. I pancarzi si propagano facilmente anche da seme.

    

                                            leggi  l'articolo di Alberto Grossi "Giglio di mare", Il Giardino Fiorito, n°6, anno 70, giugno 2004.   

 

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