CARDIOCRINUM GIGANTEUM
Una delle più grandi e fragranti bulbose in
coltivazione è il Cardiocrinum giganteum, originario del Nepal,
Tibet sudorientale e dell’India nordorientale.
E’ un
giglio enorme: raggiunge anche 3 metri di altezza con uno stelo robusto che alla
base può avere un diametro di 10 – 12 centimetri. Dai Lilium si
differenzia sia per la forma delle foglie, cuoriformi anziché lineari o
lanceolate, disposte lungo l’intero stelo fiorale, che per quella delle
capsule dei semi e, soprattutto, per le caratteristiche del bulbo. Questo è
composto da poche grandi scaglie e, raggiunta la maturità, dopo la fioritura e
la maturazione dei semi, muore. Sopravvivono i bulbi laterali prodotti durante i
6 a 10 anni in cui il bulbo madre si prepara alla fioritura. In questa maniera
la pianta assicura la sua presenza nello stesso luogo per molti anni, a
condizione che il suolo rimanga altamente fertile.
Il Cardiocrinum giganteum ama luoghi
freschi, semiombreggiati, con inverni freddi. La germogliazione avviene
precocemente nell’anno. Quando la pianta si trova in crescita non sopporta più
gelate. Fiorisce d’estate, ma questa non deve essere troppo calda e l’aria
non deve essere eccessivamente secca. Esige un substrato sempre molto nutriente
e sufficientemente umido, ma non saturo d’acqua.
I fiori imbutiformi sono profumatissimi, numerosi
(anche 20 o 25 per infiorescenza), assai grandi (diametro di ca. 15 cm),
inizialmente verdastri, a maturità bianchi con all’interno un alone porporino
alla base. Nel suo habitat naturale ed in condizioni adeguate in coltivazione,
come, per esempio, nella zona dei laghi dell’Italia settentrionale, la
fioritura si protrae per molte settimane.
I bulbi in dormienza, venduti generalmente senza
garanzia di successo, devono essere acquistati presto nell’anno e messi a
dimora nella prima metà di Marzo. Fioriranno nel primo anno solo quelli molto
grandi, che possono essere anche assai costosi.
Il bulbo va messo a dimora in suolo sciolto, ben permeabile, arricchito di nutrienti con la seguente procedura: preparare una buca di 50 cm di profondità con un diametro di poco maggiore rispetto al bulbo. Riempire i primi 15 cm dal fondo con letame ben maturo. Coprire il letame con terriccio e posizionare il bulbo in modo che la sua cima venga coperta da soli 5 cm di substrato.
In caso di pericolo per gelate tardive è necessario coprire il germoglio con tessuto non tessuto oppure con un cono formato da carta di giornale.
Esiste una varietà più piccola del Cardiocrinum giganteum, proveniente dall’India occidentale e denominata yunnanense. Sono note anche altre due specie del genere Cardiocrinum: C. cathayanum, dalla Cina orientale e centrale, e C. cordatum dal Giappone e dall’Isola Sacalin. Queste specie non vengono ancora coltivate in giardini.
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