Václav (Wenceslaus) HOLLAR   (1607-1677)

                                                                                                                    "Chi desidera la semplice verità, vada da Hollar.

                                                                                                                     Chi desidera la perfezione parlante, vada da Hollar."

                                                                                                                                                                  Sir Francis Seymour Haden  

1607-1627

Di famiglia benestante praghese, destinato dal padre allo studio della giurisprudenza, all'età di 20 anni lasciò la città natale per dedicarsi all'estero alla sua passione: il disegno e la calcografia. Praga in quel periodo non offriva alcuna possibilità di lavoro nel campo prescelto dal giovane Václav Hollar. Nella città non rimaneva quasi nessuno dei numerosissimi artisti chiamati verso la fine del XVI secolo alla brillante corte dell'imperatore Rodolfo II. Dopo l'abdicazione di Rodolfo i suoi successori trasferirono di nuovo la corte a Vienna, mentre a Praga si verificò un decadimento generale, aggravato dall'opposizione agli Asburgo, culminata nel 1621 nella Battaglia della Montagna Bianca che sigillò la fine dell'indipendenza della Boemia.

Nella capitale ceca rimaneva gran parte dell'enorme tesoro artistico raccolto da Rodolfo, ma i cittadini soffrivano la fame. Già prima della disfatta della Montagna Bianca gli uomini al potere, appartenenti all'aristocrazia protestante boema, vendettero parte dei dipinti della galleria rodolfina all'estero per fronteggiare la carestia. Il resto dei tesori venne saccheggiato successivamente durante la guerra dei Trent'anni, soprattutto dai tedeschi nel 1631 e dagli svedesi nel 1648. Non è noto quando il giovane Václav Hollar ebbe la possibilità di vedere i tesori custoditi al Castello di Praga, dove suo padre era un alto funzionario, confermato nella sua carica anche dal successore di Rodolfo II. Sembra però certo che la presenza di tante opere d'arte, nonché l'influsso di uno degli artisti rimasti a Praga, Aegidius Sadeler, ebbero un'importanza decisiva nelle scelte del giovane.

Aegidius Sadeler era di origine fiamminga, nato a Bruxelles e formatosi in Italia. A Praga era presente dal 1597 come "Caesareae Majestatis scultor" e qui venne fortemente influenzato da altri importanti artisti, come Adriaen de Vries e Hans von Aachen. Quest'ultimo fu mandato da Rodolfo II due volte in Italia per dipingere ritratti di donne aristocratiche ed acquistare opere d'arte di cui Rodolfo voleva circondarsi. Così arrivarono a Praga opere importanti come quelle di Tiziano, Raffaello e Correggio. Alla corte di Rodolfo era presente anche il manierista formatosi in Italia, Bartolomäus Spranger, che pure ebbe un forte influsso su Sadler, il cui compito era di incidere numerose opere di questi artisti nel rame. Da Sadler il giovane Hollar poté vedere numerose incisioni e probabilmente anche opere del miniaturista ed illustratore Joris Hoefnagel di Anversa e del suo figlio Jakob, i quali erano stati anch'essi attivi alla corte di Rodolfo. Si presume che attraverso A. Sadeler poterono pervenire a Václav Hollar ricordi di altri artisti della corte imperiale, come dello svizzero Josef Heintz, dei fiamminghi Jan Cornelisz Vermeyen e Jan Vredemann de Vries, dell'olandese Roelant Savery e anche di Jan Brueghel, chiamato "dei Velluti", che nel 1604 soggiornò a Praga come ospite dell'imperatore.

I primissimi piccoli lavori conosciuti di Václav Hollar sono stati eseguiti a Praga nei tre ultimi anni prima della sua partenza per l'estero nel 1627. In quell'anno egli si recò, probabilmente su raccomandazione di Sadeler, a Francoforte s/M per entrare come apprendista nella bottega del famoso disegnatore ed incisore svizzero, Matthäus Merian. Qui poté imparare molte cose. Merian fu un bravissimo artista ed anche organizzatore e commerciante. Il suo stile fu influenzato non solo dai suoi maestri di Basel, D. Meyer e C. Murer, ma anche, in maniera importante, dal geniale grafico francese Jacques Callot.

1627-1636

Matthäus Merian aveva ereditato la bottega dal suo suocero Jan Theodor de Bry che l'aveva già sviluppata per la produzione di stampe in grandi quantità. Merian continuò in questa opera. In quel periodo erano particolarmente richieste vedute di città, planimetrie e carte geografiche. Con un gruppo di una decina di collaboratori-incisori era possibile lavorare ad un livello industriale. La qualità della produzione, pur alta per le tecniche applicate, soffriva di questa produzione su grande scala e molte vedute diventavano monotone e ripetitive. La bottega assomigliava ad una tipografia di un giornale illustrato nel quale Merian si limitava a fare le ultime rifiniture delle opere. In questa situazione non potevano emergere le doti particolari di Hollar, ma egli poté imparare tanto, sia dal punto di vista tecnico che quello dell'economia del lavoro e della scelta dei temi e delle opportunità per il futuro. E' probabile che nella scuola di Merian Hollar si rese conto della necessità di occuparsi dei lavori più nuovi ed attuali. Infatti, durante l'intera vita egli preferì incidere sulla base di opere di contemporanei, pur dedicandosi anche ai vecchi maestri, come A. Dürer o A. Mantegna.

Václav Hollar non firmò alcuna stampa nei due anni del suo apprendistato, ad eccezione di un folio, pubblicato successivamente, il famoso "Elephantenblatt" (vedi). Il nome e la descrizione della stampa sono molto elaborati: "Elephans, hic per Europam visus est anno 1629...Questo elefante, dopo essere stato portato in Europa, è stato mostrato a Francoforte...come qui mostrato, inclusi i suoi movimenti in risposta ai comandi del suo padrone, alle cui parole rispondeva anche con la voce ed eseguiva gli ordini, era alto 10 musure (Werckschuh) e 10 anni di età." La raffigurazione principale è racchiusa in una cornice costituita da dieci illustrazioni piccole: "Qui beve vino da un bicchiere con la sua proboscide." "Così alza del pane ed altre cose da terra." "Gira a destra e a sinistra come comandato." "Può sdraiarsi completamente sul dorso e rialzarsi." "Qui flette il ginocchio perché si possa salire su di lui." "Qui porta un uomo sull'orecchio." ecc. Hollar presentò dunque il suo Elephantenblatt con una serie di studi di movimento secondo natura. Si può notare la sua esattezza pedante, con cui anche in seguito rappresentava tutto quello che osservava.

Il periodo di apprendistato da Merian fu duro ma molto proficuo. Hollar imparò tutto quello che per la sua arte poteva essere appreso, ma dovette rendersi conto che era arrivato il momento per mettersi in proprio. Così, nel 1629, prese congedo, mantenedo ottimi rapporti con l'influente editore, e si spostò a Strasburgo. Come prima cosa qui pubblicò, da Jakob von Heyden, il suo Elephantenblatt.

Nelle opere di Václav Hollar eseguite durante il periodo a Strasburgo si nota la grande veridicità della rappresentazione dal vivo. Mentre da Merian prevaleva la maniera di raffigurare la natura secondo certi principi estetici, trasformando il paesaggio in una sceneggiatura, Hollar seguiva tutti i dettagli e le finezze del paesaggio contemplato e con linee sottili e decise rappresentava la realtà. Riusciva ad inserire anche gli effetti dell'aria e della luce come forze attive. La composizione veniva al massimo completata e regolata più liberamente con elaborate formazioni nuvolose. Così, a parte il loro valore artistico, le opere di Hollar vengono oggi considerate di massimo valore storico, topografico ed archeologico.

Nei tre anni di vita a Strasburgo Václav Hollar continuò a lavorare sul perfezionamento delle tecniche e del suo stile. Progressivamente accumulò innumerevoli schizzi che furono per lui utili durante tutta la vita e a cui fu costretto a rivolgersi anche nella sua vecchia. Tra i lavori di questo periodo spiccano i paesaggi nella raccolta "Kleine Ansichten". I dieci fogli numerati sono dedicati soprattutto a località tedesche, al Reno ed a Strasburgo, ma i primi due rappresentano viste del Ponte Carlo IV sulla Moldava a Praga e del castello praghese. Il patriottismo di Hollar dovette esprimersi nelle sue opere durante tutta la sua vita.

A Strasburgo Hollar fu costretto ad una vita non solo disagiata, ma anche isolata. In quel periodo la Germania e la sua amata patria, la Boemia, venivano devastate dalle lotte e dalle battaglie della guerra dei Trent'anni, mentre dal mondo artistico esterno arrivavano notizie solo frammentarie sul lavoro di Rembrandt, Rubens, Velasquez e Bernini. Hollar si avventurava fuori città solo per brevi escursioni ed anche durante queste fu talvolta testimone della cruenta realtà dell'epoca. Così assistette alla conquista di Oppenheim da parte del re svedese Gustavo Adolfo. Egli disegnò, incise e pubblicò nel 1631 questo evento in ogni suo dettaglio (vedi).

Nel 1633 Václav Hollar seguì la grande arteria del commercio, il Reno, ed arrivò a Colonia. Sembra che qui, per la prima volta, entra una donna nella vita dell'artista. In un disegno acquerellato egli rappresentò una donna nel sonno (vedi) e si nota che la raffigurazione fu eseguita con amore. Sembra improbabile che sarebbe stato possibile trovare una modella per questo disegno e non si capirebbe perché dovrebbe essere colta nel sonno. Anche un questo caso l'artista mantenne però la sua meticolosità scrivendo: "Dieses mach ich zu guter und immerwaehrender Gedaechtniss in Coellen den 31. Juli Ao 1633. Wentzeslaus Hollar von Prag." ("Questo faccio per il buon e perpetuo ricordo a Colonia il 31 luglio dell'Anno 1633. Wentzeslaus Hollar di Praga.") L'identità della donna raffigurata rimane sconosciuta.

Del periodo a Colonia sono note all'incirca 70 opere di Hollar, tra cui il grande prospetto della città in sei parti, pubblicato molto più tardi, nel 1655. Numerosissimi sono gli schizzi dei paesaggi lungo il Reno, ma anche della gente. Nonostante la sua grande povertà, Hollar intraprese numerose escursioni e nel 1634 raggiunse l'Olanda e passò per Francoforte, dove incontrò il suo maestro Merian. E'  giusto ricordare che Merian in seguito pubblicò alcune opere di Hollar.

Nel 1635 viene pubblicato da Hogenberg un libro di vedute paesaggistiche denominato "Amoenissimae aliquot locorum in diurensis Prouinciis jacentium Effigies a Wenceslae Hollar Pragensi delineatae et aeri sculptae Colonia Agrippinae". Anche in questa raccolta si trovano tre vedute di Praga, di cui una fu usata come copertina del libro.

Hollar in questo periodo non si limitò solo ad incisioni dei propri disegni. Egli produsse anche numerosi lavori riguardanti luoghi che egli non aveva mai visto, ma di cui i disegni di altri lo interessavano.

Il viaggio nelle terre olandesi fu per Václav Hollar di particolare significato. Alcune raffigurazioni basate su questa esperienza vennero inserite nella raccolta "Amoenissimae Effigies", che comprende anche una scena di pesca alla balena in mare burrascoso. Questa opera, come altre quattro del suo periodo a Colonia, è firmata con il nome in tedesco, "Wentzel", ma subito dopo e per il resto della sua vita, Hollar usò il nome "Wenceslaus".

Un importante impatto su Wenceslaus Hollar ebbe l'incontro con l'arte di Rembrandt. Incise due suoi dipinti. In seguito, però, egli non tornò più a questo gigante dell'arte, che sembra lo abbia in qualche modo intimorito. Hollar copiò anche lavori di Jan van Bylert, la cui tecnica dei chiari e scuri, derivata da Leonardo e Caravaggio, gli fu più congeniale di quella altamente innovativa del Rembrandt. Nonostante questo egli considerò degno di diffusione il ritratto di Saskia, che, insieme con due teste di van Pylert, pubblicò da Hogenberg nel "Reisebuechlein von allerlei Gesichter und etlichen fremden Trachten, fuer die anfangende Jugendt sich darinnen zu ueben, Gradiert zu Coellen durch Wetzeslaus Hollar von Prag". Questa raccolta di ritratti e costumi tradizionali, datata prevalentemente 1635 e 1636, comprende anche autoritratti. Dello stesso periodo sono alcuni altri ritratti, in cui si nota l'influsso dei maestri olandesi.

Su disegni altrui Hollar eseguì numerosi altri lavori durante la sua permanenza a Colonia, mentre evitò rappresentazioni di battaglie ed assedi. Egli cercava con successo la quiete, la natura e le sue bellezze in antitesi completa al suo tempo, caratterizzato da inquietudine, caos, guerra e ribaltamenti politici.

1636-1644

A metà aprile 1636 arrivò a Colonia l'uomo che cambiò radicalmente la vita di Wenceslaus Hollar. Con numerose persone a seguito giunse l'ambasciatore di Carlo I d'Inghilterra, Lord Thomas Howard Earl of Arundel and Surrey (vedi). Si trovava in viaggio per recarsi dall'imperatore Ferdinando II. Lord Arundel era ben attrezzato per una sosta prolungata in Germania ed in Europa centrale, dove intendeva dedicarsi anche all'arte, il suo passatempo preferito. Veniva accompagnato da scrittori ed artisti sia per documentare il viaggio che per fare nuovi acquisti per la propria grande collezione. Arundel era ben noto ed altamente stimato dagli artisti d'Europa. Per esempio Rubens lo definì "un evangelista dell'arte".

Durante il soggiorno della delegazione a Colonia, Lord Howard visitò la casa editrice di Hogenberg, dove gli furono mostrati anche dei lavori di Hollar. Al seguito del lord mancava un disegnatore capace di immortalare con precisione i luoghi visitati e Lord Howard chiese a Wenceslaus Hollar di ricoprire questa posizione. Il giovane ceco non ebbe alcuna esitazione ed accettò la vantaggiosa offerta.

La delegazione inglese si diresse a Coblenza e Francoforte, dove fu ingaggiato un secondo disegnatore, Henrik van der Borscht (il Giovane). A Wuerzburg, durante la sosta di quattro giorni, Hollar disegnò vedute della città. La tavola basata su questo lavoro fu poi stampata a Londra nel 1643, provvista dall'annotazione "Hollar delineavit in Legationem Arundeliana ad Imperatorem". A Norimberga Lord Arundel impiegò ben undici giorni per vedere i tesori artistici, architettonici e dell'antichità. Così, quando la delegazione giunse finalmente a Regensburg per incontrare l'imperatore, questi si trovava già in viaggio per Vienna. Lord Arundel lo seguì dunque lungo il Danubio su alcuni battelli. Anche questi furono fedelmente raffigurati da Hollar e durante la navigazione e le soste egli eseguì numerose vedute e ritratti. La delegazione incontrò l'imperatore a Linz e qui fu da questi ospitata per diciannove giorni. Poi lo seguì sul Danubio fino a Vienna.

Da Vienna Lord Arundel si diresse a nord, a Znojmo in Moravia (vedi) e poi in Boemia. A Čáslav visitò la tomba di Jan Žižka z Trocnova, comandante delle truppe hussite nel XV secolo, a Kutná Hora la miniera d'argento e la famosa cattedrale di santa Barbora. La delegazione giunse a Praga il 6 giugno 1636. La visita della capitale boema si protrasse per una settimana e venne deliziosamente descritta, in notevole dettaglio, nel diario dello scrittore Crownes. Non manca alcuna delle attrazioni che caratterizzano la città. La descrizione dei contenuti delle splendide sale del Castello, dei tesori e delle collezioni di Rodolfo II, allora ancora pratticamente intatte, testimoniano quanto è andato perduto in seguito.

Lord Arundel, accompagnato da Hollar, visitò a fondo la Vecchia città e le sue chiese ed il ghetto. Attraversò ripetutamente il ponte di Carlo IV (allora ancora privo delle numerose statue) e vide il palazzo riccamente decorato di oggetti d'arte di Wallenstein sulla sponda sinistra della Moldava. Molto tempo fu dedicato alla visita delle sale del castello di Praga, Hradčany. Crownes descrive non solo la splendida galleria di dipinti e la ricchissima biblioteca, ma anche l'arredo e i tesori. Con soddisfazione parla di una sala con numerosi ritratti di aristocratici inglesi, di un'altra con ritratti di cavalli indiani, di un immenso tavolo da pranzo con mosaico, di splendide armi, belle colonne e statue di bronzo, di gioielli ed oggetti decorativi in pietre preziose, corallo, oro, cristallo, cristallo di roccia, di mosaici, di quindici grandissimi diamanti, favolose perle, di rarità dalla Turchia e dall'Asia, distrumenti astronomici ed orologi, di una collezione di incisioni ed anche di una delle prime presse usata per la stampa di libri e considerata già da Rodolfo II una antichità interessantissima. Il lord fu enormemente impressionato. Decise di potenziare gli acquisti per la sua collezione d'arte ed inviò da Praga il giovane Henrik van der Borscht in Italia per occuparsene.

Durante la permanenza a Praga Hollar disegnò il grande panorama della città vista dal colle Petřín /Laurentiusberg/ (vedi), inciso poi 13 anni più tardi ad Anversa. Accanto alla vista  panoramica realizzata nel 1606 da Sadeler, questa opera è, nel seicento, la più bella rappresentazione di questa magnifica città. La versione colorata dell'opera fu documentata ancora alla metà del XVIII secolo nella collezione di Dr. Rawlinson di Londra, ma in seguito andò purtroppo perduta.

Insieme con il suo padrone e protettore inglese, Hollar lasciò la sua amata Praga il 13 luglio 1636 per non tornarci mai più.

La delegazione inglese proseguì per Regensburg, dove si fermò per ben tre mesi. Qui Wenceslaus Hollar ottenne dall'imperatore l'allargamento del proprio piccolo titolo nobiliare, fatto che in seguito non ebbe alcun effetto benefico sugli affari dell'artista.

Dalla Germania Lord Arundel tornò a Londra ed a gennaio 1637 il suo seguito, di cui Hollar faceva parte, lo raggiunse. L'Inghilterra , rimasta fuori dal conflitto europeo, sembrava in quella turbolenta epoca  il posto ideale per la vita e l'attività degli artisti provenienti dal continente. Hollar non poté intuire in alcun modo quali sarebbero stati gli sviluppi politici cui dovette diventare testimone. L'elegante corte di Carlo I comprendeva aristocratici colti, nei quali viveva ancora la tradizione rinascimentale elisabettiana e lo spirito di Shakespeare. L'amore per le arti ed anche un certo snobismo portarono alla moda dei mecenati d'arte.

Tra la folla di superficiali entusiasti, l'Earl of Arundel si distingueva per la sua cultura ed il suo buon gusto. La sua galleria d'arte era molto importante e conteneva numerosissimi oggetti. Per citare solo degli esempi: 37 statue, 128 busti, 250 sarcofagi di marmo, una schiera di dipinti, disegni e curiosità di ogni tipo. Sotto il titolo "Marmora Arundeliana" il lord aveva fatto pubblicare già nel 1628 il catalogo della sua collezione di sculture antiche dalla Grecia, che fu la prima assemblata in Inghilterra. Possedeva opere di Jan van Eyck, Duerer, Hollbein, Elsheimer, Brueghel, Leonardo da Vinci, Mantegna (vedi), Raffaello, Correggio, Parmigianino. Molte di queste opere sono oggi-giorno esposte in gallerie di tutta Europa. Oltre a questi pezzi più importanti erano naturalmente preseni anche tanti lavori di seconda o terza magnitudine, dovuti a certe predilezioni e mode o momentanei apprezzamenti legati anche a circostanze particolari. Come in tutte le collezioni dell'epoca, erano pure presenti tanti oggetti naturalistici: l'impostazione enciclopedica dell'epoca si manifestava senza freni nei musei privati.

La residenza dell'Earl of Arundel era vasta. A Londra era situata lungo lo Strand e consisteva in un castello rinascimentale con numerosi annessi che la rendevano praticamente autosufficiente. W. Hollar riprodusse l'intero complesso su carta, ma la stampa venne eseguita e pubblicata solo nel 1646 ad Anversa. Lord Arundel trattava Wenceslaus Hollar generosamente. Gli venne assegnata una camera con ampia finestra, probabilmente nell'ala della servitù. Qui egli abitava e lavorava. Il lord gli concedeva sufficiente tempo per poter girare per Londra e lo retribuiva bene. Hollar non dovette dunque cercare un guadagno ausiliare, ma nello stesso tempo, se lo desiderava, poté liberamente collaborare con vari editori. Il suo compito principale era quello di copiare ed incidere tavole delle singole opere della collezione del lord. Poté dedicarsi a questa attività in tutta tranquillità e di conseguenza eseguiva il lavoro molto minuziosamente.

Hollar tentò di farsi notare dal pubblico eseguendo un ritratto del puritano Milton. Nel 1637 questo pensatore era molto ammirato anche per l'opposizione al potere papale. Rimane discutibile se la mossa fosse particolarmente felice rispetto ai reali desideri della corte. L'artista capiva però che essere accettato a corte e dall'alta aristocrazia era la condizione prima per il suo debutto. Pertanto, come secondo foglio incise un prospetto di Greenwich in due parti e lo dedicò alla regina Henriette Marie. Questa opera è di altissimo valore. Hollar utilizzò tutte le sue capacità ed esperienza accumulate. Già questo lavoro avrebbe dovuto bastare per permettergli di sfondare. Furono però necessari altri due anni perché la corte cominciasse ad interessarsi un poco del disegnatore ed incisore boemo. Erano necessarie svariate stampe mostrate da Lord Arundel a corte perché i reali decidessero di affidare a Hollar l'insegnamento dell'arte del disegno al figlio, il Prince of Wales e futuro re Carlo II. Non è noto se tale rapporto abbia portato a particolari risultati, ma è sicuro che Hollar non potè più tardi nella sua vita contare su alcun sostegno o aiuto da parte del sovrano.

Nonostante il deciso sostegno da parte di Lord Arundel, Hollar trovò in generale molte difficoltà di accettazione in Inghilterra. Venne contrastato più o meno apertamente da Antoon van Dyck (vedi), il quale dettava il gusto nelle arti. Questo pittore di corte contava molto nell'entourage del re ed anche in generale nella società interessata all'arte. Grazie ad un vantaggioso matrimonio egli veniva sostenuto con efficacia dalla famiglia della moglie, come anche lo aiutarono numerose intime amicizie con delle belle dame. Anche il re Carlo I, il quale gli aveva conferito nel 1632 il titolo nobiliare, amava visitare il pittore per distrarsi e godere della natura scherzosa dell'artista. Sorprendentemente A. van Dyck non si rendeva conto dell'importante differenza qualitativa tra le proprie mediocri incisioni e quelle di altissima maestria di Hollar. Al contrario, cercò sempre di contrastarlo.

Durante tutti i sette anni del primo soggiorno dell'artista boemo in Inghilterra egli  si concentrò esclusivamente sul lavoro, ebbe poche amicizie e nessuna vita di società. Il clima politico cambiava radicalmente e Hollar fece sicuramente bene a tenersi lontano da pericolosi coinvolgimenti. Dalla prima parte del soggiorno datano opere dedicate alla raffigurazioni di costumi tradizionali, la lunga serie di fogli della raccolta "Ornatus Mugliebris". Seguirono delle stampe secondo Holbein, mentre cresceva la lunga serie di copie dei oggetti della collezione di Lord Arundel. Hollar eseguì anche numerose incisioni di vedute paesaggistiche secondo autori da diversi Paesi del mondo. Creò la sua molto apprezzata carta d'Inghilterra in sei parti, pubblicata negli anni 1644-1645, della quale si servì successivamente anche Oliver Cromwell. Sulla copia conservata a Praga si trova la nota apposta in inglese "Mappa d'Inghilterra, incisa da Hollar per le truppe di Oliver Cromwell". E' da dire che Hollar però non lavorò mai direttamente per il partito nemico del suo datore di lavoro, ma certo non poté impedire a Cromwell di preferire la sua buona carta a quelle di altri.

A luglio dell'anno 1641 Wenceslaus Hollar sposò la cameriera di Lady Arundel, Miss Tracy (vedi), una povera signorina di bell'aspetto. Si conoscono tre ritratti in cui si vede una creatura delicata e dolce, ma con un viso interessante. Hollar insegnò alla moglie l'arte del disegno ed anche quello dell'incisione ed ebbe in lei un valido aiuto nel lavoro. Dal matrimonio nacquero due figli, un ragazzo, in seguito istruito come disegnatore, ed una figlia di rinomata bellezza. Nel 1641 Hollar conobbe a Londra il grande Jan Amos Comenius (Komenský), di cui pubblicò poi nel 1652 un ritratto secondo l'originale di G. Clover. Purtroppo non vennero però mai realizzate le illustrazioni delle opere di Comenius, come lo stesso "Insegnante dei Popoli" auspicava.

Nel 1642 l'artista incise una schiera di ritratti secondo vari originali, nei quali raggiunse il suo apice nella ritrattistica. Inoltre eseguì in quell'anno il medaglione decorativo di San Giorgio secondo Albrecht Duerer, il calice delle cerimonie secondo Holbein e "La visita della Regina di Saba da Salomone" dello stesso pittore. Nello stesso anno avvenne anche un cambiamento fondamentale nella vita dell'artista, perché perse la protezione di Lord Arundel. Questi venne infatti inviato in missione diplomatica in Olanda e, vista la situazione politicamente sempre più incerta, decise di stabilirsi con la famiglia ad Anversa. Ivi fece trasferire anche la più importante parte della sua collezione d'arte e Hollar dovette cercare un nuovo protettore a Londra. Entrò al servizio del Duca di York, il futuro re cattolico Iacopo Secondo.

Wenceslaus Hollar ebbe la necessità di guadagnarsi da vivere con nuovi lavori e la sua produzione artistica nel 1643 fu molto intensa. Di particolare importanza è il ritratto equestre di Robert Devreaux di Essex, l'intimo della regina Elisabetta I. Il lavoro è di alta perfezione e naturalezza. Pubblicò carte geografiche, la bellissima vista aerea di Oxford e si dedicò ad importanti raccolte di incisioni. Iniziò il lavoro su "Le grandi stagioni", di cui eseguì "La primavera" e "L'inverno", per completare la serie l'anno successivo. Incise inoltre "Lo zodiaco cristiano" composto da tredici fogli ed inviò all'editore Henrik van der Brochts a Francoforte due serie di vedute paesaggistiche, eseguite soprattutto secondo disegni presenti nelle sue raccolte risalenti al periodo del soggiorno in Germania. Finalmente utilizzò anche il prospetto di Praga "Mons S. Laurentie Pragae vulgo Lorentberg" ed altre due vedute di Praga dalla Moldava. Le due raccolte hanno rispettivamente i titoli "Prospectus aliquot locorum in diuersis Provincijs jacentium" e "Amoenissimi aliquot Locorum...Prospectus". Nonostante l'alto livello realistico, queste stampe mostrano il fortissimo stile personale di Wenceslaus Hollar, che lo distingue a prima vista da tutti gli altri incisori dell'epoca. In particolare le stampe basate su propri disegni brillano per bellezza e poeticità, in cui vanno ben oltre la qualità dei lavori di Merian o Sadeler. Nei paesaggi di Hollar si può ammirare la compiuta  capacità di rappresentare tutto con linee sottili e leggere: il mondo tridimensionale nel piano bidimensionale del foglio e i colori nelle tonalità e transizioni dei grigi, con giochi di luce e di ombre. Il realismo paesaggistico di Hollar, chiaro e veritiero e simultaneamente lirico, precede e prepara la rappresentazione paesaggistica artisticamente multivisionale e sintetica di Ruisdael e Hobbema.

Il lavoro principale dell'anno 1643 fu il completamento della prima parte del "Theatrum Mulierum", una raccolta di 36 fogli di costumi femminili, in seguito portata fino a cento, e ristampata numerose volte. Anche in questa opera Hollar mette ai primi posti rappresentazioni di costumi tradizionali boemi (vedi). Così si trovano vicino un'aristocratica, una contadina, la moglie di un commerciante di Praga, una donna ed una fanciulla della borghesia praghese. Seguono poi costumi dall'Austria, da varie località della Germania, dall'Olanda e dal Belgio, tutti direttamente disegnati durante i suoi viaggi, ma anche quelli di Paesi a lui sconosciuti. come la Svizzera, Danimarca, Francia, Italia, Spagna, Turchia, Tracia, Persia, Algeria e persino l'America.

Mentre Wenceslaus Hollar completava le sue opere su questi temi piacevoli e tranquilli era profondamente cambiato il volto dell'Inghilterra. John Pym ed il parlamento avevano convinto gli scozzesi all'alleanza contro il re. Cromwell vinse la battaglia di Maston Moore e Carlo I perse qualsiasi credibilità. La casa ed i possedimenti di Arundel furono razziati. Hollar non era coinvolto politicamente e sembra che ancora nel 1644 non perse l'equilibrio che gli permetteva di lavorare. Proprio in quell'anno creò il famoso ed ammirevole foglio della Royal Exchange, della borsa londinese (vedi). Qui rappresentò la folla con abilità di uno sceneggiatore, sfruttando al meglio singoli dettagli, giochi di luce e ombre, effetti prospettici. Dello stesso anno è anche la rappresentazione del castello di Windsor, incorniciato da venticinque ritratti di re inglesi.

A questo punto mancano però informazioni certe sulla fine del primo soggiorno di Hollar in Inghilterra. Le notizie sulla sua partecipazione alla diffesa di Fort Basing House, dove sarebbe stato anche fatto prigioniero dei repubblicani, non trovano conferme. Non solo sarebbero in contrasto con la natura pacifica e non violenta dell'artista, ma non corrispondono neppure le date. Fort Basing House cadde in mano di Cromwell solo nell'ottobre 1645, mentre Hollar pubblicò già nel 1644 alcune sue stampe ad Anversa nei Paesi Bassi, dove si era rifugiato con tutta la sua famiglia.

1644-1652

All'inizio del soggiorno ad Anversa Hollar copiò ancora numerosi quadri, disegni ed oggetti dall'inesauribile collezione del suo mecenate, Lord Arundel. Questi si era trasferito già da tre anni nella città fiamminga, ma non sopportava bene il suo clima e dovette andare a vivere in Italia per curarsi. Morì già nel 1646 a Padova. Per un periodo limitato la vedova del lord diede a Hollar ancora la possibilità di continuare nel lavoro. Egli si dedicò soprattutto alla riproduzione delle caricature secondo Leonardo da Vinci. Tali soggetti erano apprezzati dall'epoca in cui il grottesco era particolarmente ricercato.

Per Wenceslaus Hollar fu però presto necessario trovare altri datori di lavoro. Si appoggiò a vari editori, grafici e pittori. Non riuscì ad entrare con molto successo nella cerchia degli allievi di P. Rubens che dominavano la produzione artistica della città, ma eseguì alcune stampe di opere del grande pittore. Al centro del lavoro di Hollar furono in questo periodo i ritratti basati su opere di Lorenzo di Credi, Giorgione, Parmigianino, Raffaello, Tiziano, Jan van Eyck, Schongauer, Duerer, Holbein e Antoon van Dyck. Sembra che il giudizio negativo di quest'ultimo, espresso anni prima a Londra, provocasse in Hollar una reazione particolare: con eccezionale cura e minuziosità egli eseguì stampe delle opere di van Dyck, compreso il suo sontuoso autoritratto con grandi fiori di girasoli (vedi). Hollar partecipò anche, insieme ai migliori incisori di Anversa, alla grande "Iconographie d'Antoine van Dyck" apparsa nel 1645 e ristampata nel 1650. Le stampe di sua mano si distinguono per la purezza delle linee, minuziosità dell'esecuzione e soluzioni nella rappresentazione della tridimensionalità, diverse dalla scuola di Anversa.

Di notevole importanza sono fogli dedicati alla rappresentazione di farfalle ed altri insetti (vedi), conchiglie e mammiferi. Una posizione eccezionale tra queste opere assume la così detta "Testa media di gatto" del 1646 (vedi), il ritratto della gatta domestica dell'arista con un commento in tedesco "Daß ist eine gutte Katz, die nicht nascht" e in ceco "Dobrá kočka která nemlsá" ("Una buona gatta che non è ghiotta"). Nell'opera si nota il rapporto molto personale del ritratto dal vivo e l'evidente amore per la bestiolina. Le raffigurazioni di animali e conchiglie di W. Hollar possono essere commisurate con le grafiche dall'Estremo Oriente, a lui non note. Le sue conchiglie, per esempio, suscitarono l'ammirazione di Rembrandt van Rijn e lo ispirarono alla sua prima serie di rappresentazioni di conchiglie del 1650. In contrasto con Hollar, le cui incisioni si limitano alla precisione, Rembrandt le rappresentò su drammatici sfondi di luce e ombre.

Wenceslaus Hollar continuò ad Anversa la sua lunga serie di eccezionali vedute paesaggistiche. Usando schizzi e disegni del suo primo soggiorno londinese produsse incisioni di meravigliosa purezza. Nel 1647 viene pubblicato dall'editore C. Danckerts il grande prospetto dall'alto di Londra in sette parti. Questa opera assunse un'importanza storica unica dopo il grande incendio di Londra che dovette verificarsi vent'anni dopo. Ad Anversa venne finalmente pubblicato anche il prospetto di Praga in tre parti, disegnato tredici anni prima durante l'ultima sua visita alla città natale insieme con Lord Arundel. L'artista lo firmò con orgoglio: "Wenceslaus Hollar a Lewengruen et Bareyt hanc Regni Bohemiae Metropolim patriam suam ex Monte St. Laurentii Ao 1636 exactissime delineavit".

La città di Anversa, dove Hollar visse per ben sette anni, venne da lui rappresentata in due importaanti incisioni. Nella prima si vede la piazza del mercato, dove il 5 giugno 1648 venne proclamata la pace tra la Spagna ed i Paesi Bassi (vedi). Si sente come la folla accorsa numerosa trattiene il fiato nell'attesa delle parole che metteranno fine ai decenni di sofferenze belliche. Tale rappresentazione di rilassata statica era senz'altro consona allo spirito pacifista di Hollar. Egli non amava vedute di battaglie, dell'inquietudine e della paura. La stampa è uno dei capolavori della documentazione di eventi d'importanza storica.

La seconda incisione di Anversa, del 1649, è dedicata alla facciata ovest della cattedrale, la piazza antistante ed alcuni edifici vicini (vedi). Si tratta di un disegno architettonico di grande bellezza, animato dalla vita quotidiana: dai cittadini assorbiti in conversazioni oppure semplicemente a passeggio, da cavalieri e carrozze, da cani che giocano, da un corteo funebre. Il cielo e l'aria sono in pieno movimento grazie a nuvole decorative ed uccelli in volo. Un confronto con il foglio raffigurante la cattedrale di Strasburgo (vedi), tratto da un disegno eseguito durante la sua permanenza in quella città, mostra chiaramente l'evoluzione dell'artista verso la massima vivacità ed illimitata maestria dell'incisione.

Durante il soggiorno ad Anversa venne eseguito anche il ritratto di W. Hollar al lavoro, dipinto dall'editore ed amico, Johann Meyssens. Il maestro viene mostrato seduto davanti alla sua tavola di lavoro, cosparsa dei suoi utensili, al momento in cui inizia l'incisione secondo un dipinto di Raffaello. Dal ritratto venne eseguita nel 1647 una incisione (vedi). Qui si nota l'enfasi data allo sguardo magico degli occhi dell'artista boemo. Vi si trova anche una breve biografia dell'artista. L'incisione fu inserita da Meyssens nell'opera "Pictures and lives of the most famous Artists living and lately dead" del 1648. Commovente è la veduta attraverso la finestra in fondo: vi è raffigurato il duomo di San Vito e la chiesa di San Giorgio al castello di Praga.

Al culmine dell'arte di W. Hollar si trovano una serie di incisioni secondo dipinti di Elsheimer, Holbein, Tiziano e Teniers. Alcuni di questi lavori derivano ancora da disegni eseguiti dalla collezione di Lord Arundel. Importanti sono anche stampe di animali secondo A. Duerer, le quali costituiscono le uniche testimonianze dell'interesse del grande pittore e disegnatore per tali soggetti. L'eccezionale precisione di Hollar garantisce la riproduzione veritiera di queste opere. Dello stesso periodo sono note anche deliziose incisioni basate su lavori  del maestro Aegidius Sadeler di cui era allievo nella sua gioventù, nonché rappresentazioni di rovine romane (Colosseo, Palatino, Terme di Dioclezioano) secondo Sebastian Vrancx, apparse sotto il titolo "Ruinae aliquot sive Antiquitatis Romanae monumenta" ed arricchite di qualche foglio molto più tardi, nel 1673 a Londra. Hollar pubblicò ad Anversa anche una serie di incisioni raffiguranti navi olandesi e vedute paesaggistiche.

Nonostante l'esilio ad Anversa fosse per W. Hollar senza dubbio un periodo difficile, esso coincise anche con il culmine della sua arte e con cambiamenti politici molto profondi in Europa. La Guerra dei Trent'anni si concluse e venne proclamata la equiparazione delle religioni, mentre in Gran Bretagna i puritani di Cromwell assunsero ogni potere, fecero decapitare il re, sottomisero la Scozia e l'Irlanda ed iniziarono la grande espansione basata sulla forza navale inglese.

1652-1677

Nel 1652 Wenceslaus Hollar decise di tornare in Inghilterra. Riportò così i suoi famigliari in patria, ma personalmente rimase per sempre un esiliato. Già il suo arrivo fu un evento traumatico. Appena sbarcato fu arrestato come simpatizzante degli sostenitori della monarchia. Solo grazie all'intervento ed ai soldi versati dal suo amico, l'editore Sir William Dugdale, venne rilasciato. Rimase però iscritto nel libro nero dei nemici dei repubblicani e perseguitato diverse volte. In Inghilterra la richiesta di oggetti d'arte era drammaticamente diminuita e Hollar si rese conto che potevano avere un successo commerciale solo opere d'arte applicata. Cercò di mantenere stretti contatti con vari editori, i quali potevano fornirgli anche alloggi provvisori. Soprattutto trovò ospitalità dal suo amico W. Faithorne, disegnatore e litografo, e poi dagli editori Stent o Overton. Ma progressivamente la sua situazione peggiorò e dovette sostare anche in ritrovi per i senza tetto.

Non ci furono più mecenati che lasciassero mano libera agli artisti. W. Hollar dovette accontentarsi di poter eseguire lavori di insiemi, come per esempio le quaranta incisioni per la pubblicazione delle traduzioni di Virgilio, eseguite da John Ogilby, apparse nel 1654 con il titolo "The Works of Publ. Virgilius Maro." Era un periodo di produzione di incisioni su grande scala, su commissioni a tempo. Solo molto di rado l'artista poté dedicarsi a temi di propria scelta. Accanto a centinaia di stampe mediocri, soprattutto di tavole architettoniche, spiccano singole opere , come per esempio "La Maddalena penitente" secondo Holbein, il ritratto di Catherine Howard secondo A. van Dyck, "Laura" di Petrarca secondo Giorgione e caricature secondo Leonardo da Vinci.

Wenceslaus Hollar evitò rigorosamente qualsiasi coinvolgimento politico, ma in privato dovette sperare nel ritorno degli Stuarts. Nel 1658 morì Cromwell ed i monarchici uscirono dai loro nascondigli. Influenzarono l'opinione pubblica e già due anni dopo il re Carlo II poté tornare trionfalmente a Londra. Il giovane monarca fu troppo impegnato nei festeggiamenti stravaganti e necessitò di troppo denaro per mantenere le sue maitresses francesi per ricordarsi del suo vecchio insegnante di disegno, W. Hollar. Quando fu informato della triste situazione in cui si trovava l'artista, solo il 4 settembre 1660 raccomandò al sindaco di Londra di agevolare il completamento della grande mappa della città, iniziata ma non terminata per mancanza di finanziamenti. Non si conosce l'esito di questa raccomandazione. Due anni più tardi il re avrebbe potuto di nuovo ricordarsi di Hollar: fu completata la descrizione della pomposa coronazione nella cattedrale di Westminster, corredata da cinque grandi illustrazioni e due vignette di Hollar (vedi). Ma tutto questo non portò ad alcun riconoscimento della corte. La misera vita del maestro non migliorò. In questi anni perdette la moglie e si trovò senza fissa dimora, ospitato occasionalmente da vari editori o costretto a soggiornare in alberghetti dei quartieri più degradati della città.

W. Hollar ricorse ai suoi vecchi schizzi per produrre alcuni deliziosi paesaggi, eseguiti con la cura e la raffinateza di una volta. Anche le serie di studi naturalistici, come "Animalium, ferarum florium, vermiumque Icones" e "Variae quadrupedum species" (secondo Fr. Barlow) sono di notevole importanza. Ma sono soprattutto le opere cartografiche a dominare in questi anni segnati da enormi tragedie. La peste scoppiata a Londra nel 1665 costò la vita a 130000 persone nell'arco di sei mesi e morì anche il figlio di Wenceslaus Hollar. Il vecchio uomo rimasto completamente solo accolse nei giorni della peste una povera fanciulla di nome Honora e la sposò.

Appena seppelliti gli ultimi morti dell'epidemia, Londra fu colpita da una nuova tragedia: il 2 settembre 1666 scoppiò un incendio che distrusse 13000 case e 89 chiese, lasciando duecentomila persone senza dimora. Tutta la vita della città si arrestò e tutti i mezzi furono impegnati solo in opere di soccorso. Ma l'evento portò ad un inatteso interesse ai lavori di Wenceslaus Hollar, il quale aveva raffigurato in varie opere la planimetria e vedute della città prima dell'incendio. Così Hollar completò la serie di incisioni con vedute dopo la distruzione. In uno dei fogli è rappresentata la cattedrale di San Paolo in fiamme. Queste stampe aiutarono il maestro solo lievemente, ma nel mese di novembre 1666 portarono ad un riconoscimento formale con la concessione del titolo "Scenographus regius". Hollar ne trasse nuovo coraggio ed indirizzò al re una petizione. Ne risultò la donazione di cinquanta sterline da incassare presso la tenuta di Cornwallis, ma a causa di vari intrighi la donazione non donazione non venne mai consegnata.

Il re si ricordò finalmente di W. Hollar quando nel 1668 venne organizzata una spedizione in Marocco e lo fece partire per Tangeri  come "His Majesty's Designer". Nella colonia Hollar disegnò quindici vedute delle fortificazioni ed una imponente pianta in tre parti, ma null'altro è rimasto da questo viaggio durato ben un anno e mezzo. La ragione per questa scarsa produzione non è nota. Forse fu causata da una malattia dell'artista. A Tangeri i fabbisogni furono garantiti dalla spedizione, ma a Londra nel frattempo la giovane moglie con un bambino dovette essere sostenuta da amici. Dopo il ritorno a Londra all'inizio del 1670 Hollar fu compensato con 100 sterline.

L'artista riprese il lavoro di illustratore, ma dovette subire frequentemente critiche degli editori. Purtroppo la qualità del suo lavoro diminuì notevolmente. Sempre di più furono necessari interventi di aiuto da parte di amici. Gli onorari generalemte non riuscivano a coprire i debiti. Pochi furono i momenti di entusiasmo e di soddisfazioni. Nel 1672 uno dei suoi editori gli permise di effettuare un piccolo viaggio in Nottinghamshire, a Salisbury e a Lincoln. Ne risultò una serie di attraenti vedute paesaggistiche. Hollar produsse una cinquantina di stampe per il libro "Nottinghamshire" (1677), oltre una ventina di fogli per la "Cronologia dei re d'Inghilterra".

Come sempre, anche negli ultimi anni della sua vita Wnceslaus Hollar lavorava con diligenza, ma la sue povera esistenza era segnata da difficoltà. Era perseguitato dai creditori ed infine non firmava più i suoi lavori per evitare che il piccolo guadagno gli fosse sequestrato.

All'inizio del 1677 Wenceslaus Hollar eseguì ancora alcuni paesaggi inglesi e una pianta di Londra in tre parti. Nel lavoro dettagliato e minuzioso rappresentò le vie e le piazze della città che egli stesso non visitava più.

Si spense il 28 marzo 1677.

I creditori avevano previsto la sua fine e fecero portare via i suoi mobili e gli utensili. Si dice che Hollar dovette supplicare perché gli venisse lasciato almeno il letto. Un vescovo celebrò il rito di sepoltura al cimitero di Saint Margaret nel quartiere di Westminster. Furono presenti gli allievi, di cui alcuni firmeranno in seguito i loro lavori "Quondam discipulus Hollari". Ma Wenceslaus Hollar rimase un fenomeno isolato. La sua eredità non si propagò. Nel tempo la sua grande maestria divenne sempre più evidente. Una mano anonima aggiunse più tardi nel registro dei defunti di Saint Margaret le parole  " the  famous ".

 

                                                                                                                                                                     alcune opere

Bibliografia:

Johannes Urzidil: Wenceslaus Hollar. Der Kupferstecher des Barock. /Unter Mitarbeit von Franz Sprinzels/ Verlag Dr. Rolf Passer, Wien-Leipzig, 1936.

 

Alcune pagine interessanti in Internet:

http://en.wikipedia.org/wiki/V%C3%A1clav_Hollarhttp://www.1911encyclopedia.org/Wenzel_Hollar

http://www.library.utoronto.ca/fisher/collections/art-architecture.html

http://www.british-history.ac.uk/lmap.asp?compid=16597

http://www.reference.com/browse/wiki/Wenzel_Hollar

http://www.ulg.ac.be/wittert/fr/flori/opera/hollar/hollar_notice.html

http://www.npg.org.uk/live/search/person.asp?LinkID=mp02236

http://www.allposters.com/-st/Wenceslaus-Hollar-Posters_c24893_s72455_.htmhttp://www.stormfinearts.com/images/gallery_a/w-hollar/w-hollar.html

http://www.wga.hu/frames-e.html?/html/h/hollar/index.html

http://eu.art.com/asp/display_artist-asp/_/crid--43122/Wenceslaus_Hollar.htm

http://www.stormfinearts.com/images/gallery_a/w-hollar/w-hollar_04.html

http://www.cichw.net/pmbotoplus.html

http://www.artoftheprint.com/artistpages/hollar_wenceslaus_portraitofjohnclenche.htm

http://www.forum-hes.nl/forum/main_stocklist.phtml/view/6047?view=yes

http://www.compulink.co.uk/~museumgh/local%20history

http://www.brown.edu/Facilities/David_Winton_Bell_Gallery/hollar.html

http://www.berkshirehistory.com/maps/windsor_cast.html

http://osobnosti.profitux.cz/?typ=galerie&od=h&os=63http://www.mhs.ox.ac.uk/gatt/criticism/catalog.asp?CN=73

http://www.artnet.com/artist/552790/wenceslaus-hollar.html

http://www.scienceandsociety.co.uk/results.asp?txtkeys1=Hollar,+Wenceslaushttp://www.brown.edu/Facilities/David_Winton_Bell_Gallery/hollar.html

http://www.scienceandsociety.co.uk/results.asp?txtkeys1=Hollar,+Wenceslaus

http://www.allposters.com/-sp/Merchant-s-Wife-1640-Posters_i1588727_.htm

http://www.kettererkunst.com/cataloga.php?kue=5639&a=286

http://encyclopedia.jrank.org/HIG_HOR/HOLLAR_WENZEL.html

http://www.masterworksfineart.com/inventory/hollar.htm

http://www.cichw.net/pmholl.html

http://www.relewis.com/Hollar5butterfies.html

http://www.mapforum.com/01/ogilby.htm

http://www.cichw.net/pmbatsa.html

http://www.she-philosopher.com/ib/bios/hollar.html

http://etext.virginia.edu/kinney/small/redivivo.htm

http://www.mhs.ox.ac.uk/gatt/criticism/catalog.asp?CN=73

http://www.conradgraeber.com/Inventory/Hollar.htm

http://www.fak09.uni-muenchen.de/Kunstgeschichte/projekte/Paragone/minerva_hollar.html

http://archiv.radio.cz/espanol/historia/osobnost.phtml?cislo=18

http://www.wpi.edu/Academics/Depts/HUA/TT/Globe/slide27.html

http://www.edinphoto.org.uk/1_MAP/1_map_edinburgh_1670.htm

http://www.artnet.com/artwork/424176321/wenceslaus-hollar-air.htmlhttp://www.geog.port.ac.uk/webmap/hantscat/html/hmap0273.htm

http://www.sandersofoxford.com/quicksearch?searchlast=W.%20Hollarhttp://www.boughtonhouse.org.uk/htm/gallery2

http://www.kettererkunst.de/kunst/kd/katalogk.php?kue=5639&a=283

http://www.relewis.com/hollarbig.html

http://commons.wikimedia.org/wiki/Image:Hollar_Drachenfels_Wolkenburg.jpg

http://www.artcyclopedia.com/artists/hollar_wenceslaus.html

http://womenshistory.about.com/library/pic/hollar/blhollar1.htm

http://www.southwark.anglican.org/cathedral/tour/hollar.htm

http://www.aiduesanti.it/ElencoSchede.aspx?a=13565

http://www.relewis.com/hollar.html

http://osobnosti.profitux.cz/?typ=galerie&od=h&os=63

http://yalepress.yale.edu/yupbooks/book.asp?isbn=0300061668

http://www.learningcurve.gov.uk/snapshots/snapshot47/snapshot47.htm

http://www.kipar.org/military-history/kirkes_uniforms_1660s.html

http://www.scienceandsociety.co.uk/results.asp?image=10199534

http://tarlton.law.utexas.edu/collections/hyder/charles2.html

http://www.npg.org.uk/live/search/person.asp?search=ss&sText=charles+II&LinkID=mp00841&role=sit&page=11

http://www.artoftheprint.com/artistpages/hollar_wenceslaus_tombofsirwilliamherbert.htm

http://www.batz-hausen.de/dvhol.htm

http://www.batz-hausen.de/dvhol2.htm

http://www.londontown.com/LondonStreets/hollar_road_42e.html

http://www.astro.cz/planetky/detail.phtml?number=46280