"De Materia Medica"  e il  "Codex Julianae Aniciae"

 

Tra gli anni 60 e 78 dopo Cristo il medico greco Dioscorides scrisse un trattato sulle sostanze con effetti benefici per la salute dell'uomo, chiamato in seguito generalmernte "De Materia Medica"  o  solo  "Materia Medica". Il titolo originale dell'opera in greco antico fu "Peri hyles iatrikes/Perí haplón pharmákon" (La Foresta Medica/ La Materia Medica).

L'opera fu dedicata al medico Areios, amico e collega di Dioscoride. Comprende composti medicinali da tutti e tre i regni naturali, quello vegetale, quello animale (compreso l'uomo) e quello dei minerali. Sono i vegetali a prevalere con la enumerazione di ben ottocentotredici piante medicinali, mentre i prodotti di origine animale sono centouno e quelli minerali centodue. In tutto si tratta dunque di circa 1000 sostanze, previste per 4740 applicazioni terapeutiche diverse.

Ad ogni preparato medicinale è dedicato un capitolo, suddiviso in maniera sistematica. Per i vegetali generalmente in sette paragrafi:

nome della pianta e sinonimi in uso in vari Paesi

area di diffusione della pianta

descrizione molto precisa (Dioscoride non inserì illustrazioni per evitare errori dovuti alla particolarità di campioni)

effetti e proprietà

indicazioni sulla preparazione (ricette di fabbricazione)

indicazioni sulla verifica della autenticità dei prepararti, della loro purezza e qualità

la raccolta delle piante, la conservazione e trasformazione e sulle apparecchiature da usare.

L'opera  è  strutturata  in  5  libri,  in  cui  vengono  trattati  rispettivamente:

essenze, olii, alberi e loro succhi e frutti, nonché unguenti

prodotti animali terrestri (grassi e latte) e acquatici, vengono trattati inoltre cereali, ortaggi, piante aromatiche (compresi gli agli)

radici di piante e loro estratti acquosi, nonché semi

ulteriori piante, anche arbustive, non considerate nei volumi precedenti, nonché funghi

la vite e gli effetti benefici di vari vini, nonché metalli e sali.

Dioscoride prende in considerazione somministrazioni sia esterne, compresi bagni, unguenti, impacchi, che orali e in forma di supposte. Solo in casi rarissimi Dioscoride prende in considerazione l'uso diverso da quello medicinale.

Le terapie sono rivolte ad una vasta gamma di disturbi e malattie, nonché alla prevenzione del concepimento, con prodotti sia per la donna che per l'uomo.

Con la sua opera Dioscoride si è iscritto per sempre nella storia della medicina e viene considerato fino ai giorni nostri come un farmacologo e terapeuta importante. "De Materia Medica" fu copiata e tradotta innumerevoli volte e fino al sedicesimo secolo venne considerata la raccolta più importante sulle conoscenze degli effetti benefici, soprattutto delle piante. Nel 1544 venne pubblicato a Venezia il testo tradotto da una copia in latino dal Pier Andrea Mattioli: "Di Pedacio Dioscoride Anazarbeo libri cinque della historia et materia medicinale in lingua volgare italiana".  Molte delle piante descritte nel testo non erano note ai medici europei, mentre ancora nel 951 a Costantinopoli, dove si trovava la più celebre copia del trattato di Dioscoride ( "Codex Julianae Aniciae" vedi ), una commissione costituita per tradurre il testo in arabo riuscì a identificare tutte le piante descritte, salvo dieci. Ma con la ridottissima presenza degli europei in Asia Minore si perse questa cognizione e anche i 5 volumi del Codex, acquistati nel 1569 dall'imperatore Massimiliano II e portati a Vienna, poterono essere interpretati solo in parte, nonostante la presenza delle illustrazioni aggiunte negli anni 512 e 513, al momento della preparazione di questa splendida copia per la principessa Juliana Anicia.

La pittura botanica deve al "Codex Julianae Aniciae" non solo le numerose illustrazioni più antiche conosciute, eseguite su pergamena finissima e conservate relativamente bene, ma anche un altro momento di massimo splendore della sua storia, quello della creazione delle meravigliose tavole di Ferdinand Bauer. Infatti, grazie al "Codex", il professore John Sibthorp di Oxford, che aveva compreso la necessità di andare nei Paesi di origine del lavoro di Dioscoride per studiare le piante ivi descritte, si recò a Vienna  nel 1784 per vedere le illustrazioni. Nella capitale dell'Impero Austriaco egli conobbe i fratelli Bauer, giovani pittori botanici al servizio di Nicolaus von Jacquin e si rese conto della necessità di un'ottima documentazione illustrata della sua ricerca. Scelse Ferdinand come suo pittore personale per l'imminente viaggio nel Mediterraneo orientale. Questa opportunità stimolò certamente Ferdinand Bauer a realizzare opere del tutto eccezionali, completate poi nel fecondo ambiente della Londra botanicamente dominata da Sir Joseph Banks, il quale nel 1801 non esitò a scegliere il pittore per un altro viaggio di esplorazione, in Australia. Le opere di Ferdinand Bauer, frutto di questa lunga spedizione, sono tra le più raffinate ed interessanti della pittura botanica. (vedi)                                                                                                                                                                                            (vedi Biografia dettagliata dei Fratelli Bauer)

Non sono noti molti dati sul medico Dioscorides, che fu il primo ad usare la parola "botanike" nei suoi scritti. Egli proveniva da Anazarbos vicino a Taros, la capitale della Cilicia (oggi Turchia). Studiò probabilmente nelle città di Taros ed Alessandria. Viene definito medico militare nelle legioni di Nerone, ma non ne esistono prove dirette. Nel prologo con la dedica ad Areios l'autore dichiara semplicemente che la sua partecipazione a campagne militari è ben nota. Certo è che egli dovette viaggiare molto perché conosceva direttamente molto bene le piante ed i preparati da loro ricavati in Asia Minore, in Egitto, Grecia e Italia. In questo egli si differenzia chiaramente da altri autori del suo tempo, come Plinio il Vecchio, che si dedicarono a un mero classificare e ordinare scritti e conoscenze altrui, pubblicando le così dette compilazioni. Il suo secondo nome, Pedanius, proviene dal periodo in cui Dioscoride visse a Roma, con molta probabilità  come  medico personale  di  Nerone.  Gli viene attribuita anche un'altra opera: "Di medicamenti semplici".

A differenza dei suoi predecessori, Dioscoride ordinò la sua opera sistematicamente secondo la provenienza delle piante, degli animali e dei minerali e secondo il loro effetto, non dunque in ordine alfabetico. Un tale approccio è normale nei tempi moderni, ma nel primo secolo fu una novità che precorreva il tempo e fu abbandonata a favore di un ordinamento alfabetico nelle elaborazioni successive, per esempio già in quella di Claudio Galeno nel secondo secolo. Come già Aristotele e il suo discepolo Teofrasto circa 300 anni prima, Dioscoride preferì la descrizione minuziosa delle piante alle illustrazioni, cercando di evitare così incertezze nel riconoscimento, per esempio, dei vari stadi di sviluppo.

Il "Codex Julianae Aniciae" è un opera che raccoglie il trattato di Dioscoride elaborato, ordinato alfabeticamente, ed altri scritti. Ad ogni sostanza è generalmente dedicata una doppia pagina: su una pagina è illustrato l'oggetto, sull'altra si trova la corrispondente  descrizione. Originariamente vi furono 546 fogli, di cui ca. 65 sono andati persi nel tempo. Il Codex inizia con un prologo (prooimion dipinto), a cui seguono delle miniature: un pavone, gruppi di medici, due immagini di Dioscoride circondato da altri medici e la dedica-immagine a Juliana Anicia (vedi). Particolarmente caratteristico per lo spirito con cui è stato concepito il Codex è uno dei gruppi di medici rappresentato, il cosiddetto gruppo di Galeno, dedicato a sette farmacologi raffigurati durante una discussione. Claudio Galeno, uno dei più famosi medici dell'antichità, autore dei commenti e del completamento di "Corpus Hippocraticum", siede al centro ed è circondato da: Krateuas, uno dei più noti specialisti di medicinali, vissuto nel primo secolo avanti Cristo; Apollonias Mysaus Alexandria, anche lui vissuto nel secolo prima della nascita di Cristo e frequentemente citato da Galeno come farmacologo molto importante; Andreas, il medico personale di Ptolemaios IV egizio nel terzo secolo avanti Cristo; Nikandros di Kolophon, noto per le sue poesie didattiche su morsi di animali velenosi e antidoti, vissuto nel secondo secolo avanti Cristo; Ephosos, un medico indipendente che esercitò ad Alessandria; ed infine Dioscorides di Anazarbos. Il testo principale è illustrato da 383 immagini di piante, in maggioranza miniature che occupano un'intera pagina. Il testo zoologico è accompagnato da 66 immagini di animali, con enfasi data agli uccelli. Oltre al testo di "De Materia Medica" in versione greca, scritto in maniera molto omogenea ed artistica con lettere greche maiuscole, sono presenti: un poema sulle doti delle piante dedicate agli dei; una poesia didattica di Euteknios; delle parafrasi anonime di "Halientika" di Oppianos, di "Alexipharmaka" di Nikandros e di "Ornithiaka" di Dionysos da Philadelphia; ed infine un frammento di un menologion sul mese di gennaio, scritto nel XI secolo. Buona parte del Codex fu trascritta nel 1406 da Giovanni Chortasmenos in lettere greche minuscole, perché già dal XIV secolo non tutti erano in grado di leggere la scrittura maiuscola. Egli eseguì anche la numerazione delle figure, aggiunse i nomi dei medici e di altri personaggi nelle pagine introduttive e fece eseguire una nuova rilegatura, durante la quale però avvenne lo scambio della sequenza di molti fogli.

Il "Codex Julianae Aniciae" è stato usato intensamente durante molti secoli. Sulle pagine si trovano numerose annotazioni in varie lingue. Furono eseguite moltissime copiature e traduzioni del testo, ma è anche noto che sono state eseguite copie illuminate, come per esempio nel 948 per un califfo, su ordine dell'imperatore Costantino VIII. Le immagini presenti nel Codex sono la sua componente più particolare, vista la loro età, anche se non tutte sono dello stesso livello. Deve essere però notato, che lo stile in cui sono state eseguite non è quello del sesto secolo. Con grande probabilità numerose immagini inserite nel Codex sono state eseguite come copie di tavole più antiche, forse in parte di quelle delle opere di Krateuas del primo secolo avanti Cristo.

Bibliografia:

Maria Przybylo: "Dioskurides, de materia medica", Seminararbeit im Rahmen der Werkstoffkundevorlesung 2000/2001 (Studiengang/Lehrstuhl  Restaurierung, Kunsttechnologie und Konservierungswissenschaft), Technische Universität, München                                                                            pubblicato in http://www.tiscalinet.ch/materiamedica


(vedi Arum maculatum)                                                                                            (vedi altri esempi di immagini dal Codex Julianae Aniciae)